Una visionaria le voleva liberare dalla schiavitù domestica

di Angelica Basile - 28.07.2017
Una visionaria le voleva liberare dalla schiavitù domestica
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Frances Gabe, la geniale inventrice della casa che si puliva da sola, se ne è da poco andata a 101 anni dimenticata e in silenzio.

Mezzo secolo fa, dopo anni di tranquillo tran-tran  casalingo,  Mrs. Gabe, sbattuto il marito fuori di casa e con 2 figli sulle spalle, capì che la sua vita non poteva più continuare a consumarsi nelle quotidiane faccende domestiche. Infatti, come amava ripetere: “la pulizia non è solo un lavoro ingrato ma anche senza fine”. Per questo, messa da parte la sua vecchia professione di artista, gioielliera e ceramista, decise che era giunto il momento di pensare in grande. E di mettere a frutto tutto il sapere accumulato osservando per anni il lavoro del padre, architetto e costruttore.

Con 10 anni di lavoro e un investimento di 15 mila dollari mise a punto, non lontano da  Portland, quella che nell’occasione fu definita dai media come una gigantesca casa lavastoviglie. Che in meno di un’ora, premendo un pulsante, grazie ad  un irrigatore automatico che sparava acqua e detersivo dal soffitto accoppiato ad uno spray risciacquava tutto veniva asciugata da getti di aria calda e consegnata, come si suole dire, “linda e pinta”.

Nella casa auto lavante tutto era meticolosamente previsto e programmato. I panni, ad esempio, una volta lavati venivano asciugati appesi alle stampelle in un armadio sigillato. Ed i piatti, pronti per l'uso, su mensole recintate. Messi al riparo quadri e prese elettriche con appositi involucri di plastica,  uno strato di vernice marina proteggeva il pavimento e una mano  di resina acrilica evitava danni ai  mobili.

Insomma, una vera rivoluzione dello spazio domestico che con le sue 68 invenzioni venne brevettato nel 1984. Purtroppo, però, il primo esemplare restò anche l'unico. Per colpa del difficile carattere di Gabe che, oltre a non curare le relazioni sociali, si lasciava andare, spesso e volentieri, a  comportamenti per lo meno fuori della norma se non pericolosamente bizzarri. Come, ad esempio, fare giardinaggio completamente nuda. Senza contare che non avendo il denaro necessario lasciò scadere l’esclusiva del brevetto.

I maligni, però, sostengono che il fallimento della self-cleaning house sia da addebitare all’ostilità delle casalinghe. Preoccupate di perdere quel ruolo di regine della casa che a molte di loro, soprattutto nella campagna americana, non stava poi così stretto. Un’ipotesi confermata dalla stessa Frances che in un’intervista del 2006 raccontò di quando un gruppo di casalinghe del paese si presentò a casa sua incolpandola di togliere loro il lavoro: “dissero che se non avessero dovuto pulire le case i mariti non avrebbero avuto più bisogno di loro. Io risposi che probabilmente quegli stessi uomini sarebbero stati felici se le mogli avessero avuto più tempo libero da passare in piacevole compagnia ”.

Pubblicato in Questioni di genere.
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