Una guida per Santiago così non si era mai vista

di Ilaria Lonigro - 05.08.2014
Una guida per Santiago così non si era mai vista
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Ha percorso il cammino di Santiago di Compostela su una handbike, per ben due volte. E ora prepara una guida per tutti i disabili – e non solo – che vogliono imitarlo.

Pietro Scidurlo, 35 anni, di Somma Lombardo (Va), è paraplegico dalla nascita. Una condizione che non ha mai accettato con serenità. Fino a che, mentre era in un letto d'ospedale, come racconta sul suo sito, ha letto il libro Il cammino di Santiago di Paulo Coelho, che qualcuno gli aveva regalato. È stata un'illuminazione: Pietro decise che, dopo aver vinto la sfida di abitare da solo, avrebbe affrontato anche il pellegrinaggio più famoso d'Europa, raggiunto a piedi ogni anno da oltre 200mila camminatori, di cui 15mila solo dall'Italia.

Il ragazzo ha tenuto fede alla sua promessa e ha fatto il Cammino nel 2012 e nel 2013, con una handbike, una bici in cui le gambe sono stese e pedalano le braccia. Al suo ritorno ha fondato Freewheels.it, il portale dedicato all' abbattimento delle barriere. E le più grandi, come recita lo slogan del sito, sono quelle della mente.

West lo ha raggiunto al telefono mentre è in Spagna, dove ripercorre insieme ad altri volontari il Cammino francese, che da Saint Jean Pied de Port porta a Santiago e a Finisterre, per preparare la prima guida europea completa dedicata a tutti: disabili, motori e sensoriali, famiglie con bambini piccoli, dializzati, anziani, celiaci e diabetici. Si chiamerà Santiago per tutti e sarà pubblicata da Terre di mezzo Editore nella primavera del 2015, in versione cartacea e digitale, anche in altre lingue.

“Per me il cammino era un tentativo. Come ho sempre detto e ammesso non sapevo né cosa fosse il percorso di Santiago né perché la gente lo facesse. Ma capii che non potevo continuare nel mio percorso di autodistruzione. Così provai a fare questa esperienza senza sapere cosa avrebbe significato per me. A un certo punto del Cammino sono scoppiato a piangere, non so perché, lungo la salita, dove mi sono visto da fuori. E da lì la mia vita è cambiata per sempre”, racconta Pietro. Il cui progetto, autofinanziato, si può sostenere acquistando una o più copie della guida sul sito della casa editrice "Percorsi di Terre”.

Fontane, bar, ristoranti, farmacie, supermercati, ma anche ambulatori medici, ospedali, officine ortopediche, podologi e fisioterapisti troveranno posto nella guida, segnalati lungo i tracciati percorribili anche in handbike o carrozzine manuali ed elettriche. Anche gli alloggi saranno recensiti al dettaglio per garantirne l'accessibilità.

“Mi piace quello che sto facendo. Ho capito che il cammino è uno strumento per variare il profilo psicologico di una persona, formare il carattere, superare i problemi personali e di relazione. E adesso sono pronto a metterlo per iscritto. E questo riguarda trasversalmente tutte le persone, non solo quelle con disabilità”, afferma Pietro, che in questo viaggio non è solo. Con lui, Luciano Callegari di Pellegrinando.it e altri volontari. “Siamo tra boschi e sentieri. Siamo in mezzo al nulla, strano che il telefono prenda. Va tutto abbastanza bene. Ho delle piaghette alle gambe, perché ho preso l'iniziativa di bloccarle sulla carrozzina e ho provocato scottature da sfregamento: e con la poca circolazione che ho nelle gambe, ci metteranno un po' a guarire. Ma non mi lamento e faccio tutto lo stesso!”, assicura Pietro. Che è certo di una cosa: “Questa guida rappresenta la base del cammino, che è la compartecipazione. Condividere le informazioni con il prossimo fa la differenza, perché domani ci siano altri Pietri Scidurlo che facciano questo o altri cammini”.

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