2) Perchè la sterilizzazione forzata è un’ingiustizia

di Beatrice Credi - 17.10.2011

Non si arrestano in Francia le polemiche sulla pratica della sterilizzazione forzata delle donne portatrici di handicap. Visto che cinque di loro, dopo essere state sottoposte a questo tipo di trattamento, hanno deciso di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Ne parliamo oggi con Janina Arsenjeva, dello European Disability Forum.

1) Potrebbe descriverci meglio il caso Gauer and Others v. France, portato all’attenzione della CEDU? Che cosa è successo esattamente? Chi sono le donne coinvolte e dove sono state operate?

Tra il 1995 e il 1998, cinque giovani francesi affette da disabilità mentale (Joëlle Gauer, Brigitte Thill, Françoise Gout, Nadège Boudevillain e Carole Gouley) sono state sottoposte, a scopo contraccettivo, a un intervento di sterilizzazione tramite chiusura delle tube. Prima dell’operazione nessuno ha spiegato loro a cosa stessero andando incontro né, tantomeno, è stata chiesta la loro autorizzazione a riguardo. Le ragazze lavoravano tutte a Sens, comune francese della Borgogna, dipartimento della Yonne, presso il Centre d’aide par le travail, gestito dall’APAJH (Association pour Adultes et Jeunes Handicapés).
Le ragazze hanno portato il loro caso di fronte alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo e sono ancora in attesa di giudizio. Nel frattempo, lo European Disability Forum ha appoggiato l’iniziativa intrapresa dall’International Disability Alliance, in collaborazione con Interights, il Center for Reproductive Rights e il Mental Disability Advocacy Center, di partecipare al processo come parte terza al fine di descrivere alla Corte le norme internazionali sui diritti umani che universalmente si esprimono contro la sterilizzazione coercitiva di donne affette da disabilità.
Che io sappia, questa è la prima volta che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha a che fare con una simile controversia sebbene, in passato, abbia già affrontato il problema della sterilizzazione forzata nel caso di donne di origini Rom.[1]

2) Che posizione hanno assunto lo European Disability Forum e le atre associazioni a tutela dei diritti umani in merito alla dichiarazione ufficiale presentata alla Corte?

Le organizzazioni si sono mostrate tutte concordi nell’affermare che la sterilizzazione coatta di donne disabili e l’incapacità degli Stati di far fronte al problema rappresentano una seria violazione di molteplici diritti umani. Il nostro scopo è di dimostrare che un contesto legislativo inadeguato, insieme alla non osservanza delle leggi e alla mancata tutela dei diritti degli individui contribuiscono alla reiterazione di questo crimine. Le donne disabili possono essere particolarmente vulnerabili a questa pratica illegale a causa degli storici pregiudizi e della discriminazione riguardo alla loro capacità e ai loro diritti sessuali e riproduttivi.

3) La Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) rappresenta la base legale su cui opera la Corte. A quali articoli queste donne possono appellarsi per vedere riconosciuti i propri diritti?

Le ricorrenti hanno già fatto appello ai seguenti articoli:
- Articolo 6 “Diritto a un equo processo”: le donne coinvolte in questo caso sono state private della propria capacità giuridica. Inoltre, non solo non sono state rappresentate durante il processo sin dalle fasi iniziali, ma non è stato neanche nominato un rappresentante legale che ne difendesse gli interessi. Anche la partecipazione al processo in quanto “parte civile” è stata loro negata.

- Articolo 3 “Proibizione della tortura”: le ricorrenti affermano che la sterilizzazione alla quale sono state sottoposte senza il loro consenso è stata un vero attacco alla loro integrità fisica”.

- Gli articoli 8 “Diritto al rispetto della vita privata e familiare” e 12 “Diritto al matrimonio”: i diritti di queste donne a essere rispettate nella vita privata e ad avere una famiglia sono stati violati.

- Articolo 14 “Divieto di discriminazione” insieme agli articoli 3, 8 e 12 : le ricorrenti affermano che le violazioni sopramenzionate sono il frutto di atti discriminatori dovuti alla loro disabilità. [2]

(L'intervista è stata raccolta in forma scritta)

_______________

[1] K.H. and Others v. Slovakia, ECtHR 28 Aprile 2009; V.C v. Slovakia; I.G., M.K. e R.H. v. Slovakia; M.V. v. Slovakia; N.B. v. Slovakia; R.K. v. The Czech Republic tanto per citare alcuni esempi.
[2] In virtù della sua stessa natura, non si può fare appello all’Articolo 14 di per sé, ma solo congiuntamente a uno degli altri diritti fondamentali tutelati dalla Convenzione.

Pubblicato in Disabili intellettivi.
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