Soluzione italiana contro la sindrome da blackout

di Paola Battista - 27.02.2014
Soluzione italiana contro la sindrome da blackout
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Paura di dimenticare il vostro bimbo a bordo vettura e sfiorare tragedie tanto inconcepibili quanto irreparabili? Per la loro sicurezza non occorre più guardare poi così lontano. Arriva, infatti, da Bologna il primo “car baby alert” made in Italy, che segnala la presenza di bebè in auto a mamme e papà distratti o stressati, scongiurando le morti da ipotermia e ipertermia.

Nelle giornate di caldo, infatti, la temperatura all’interno di un’automobile può salire da 10° a 15°C ogni 15 minuti, trasformando l'auto in una vera e propria trappola. Che fa vittime soprattutto tra i piccoli dai 0 ai 4 anni. Bastano solo 20 minuti per vedere i primi segnali di ipertermia e la morte può avvenire entro circa 2 ore. Ecco allora l'idea di un’azienda bolognese: un semplice reminder che richiama l'attenzione del conducente usando un sistema di allarme luminoso e acustico. Efficace contro la sindrome da “blackout”, a cui anche il genitore più amorevole potrebbe andare incontro. Che cos'è, ce lo spiegano direttamente gli ideatori di questo speciale dispositivo chiamato Remmy. “Si tratta di uno stato di dissociazione, dovuto a fattori particolarmente stressanti – come problemi familiari o economici, preoccupazioni lavorative o sovraccarico emotivo - che spinge a dimenticare e tralasciare azioni anche di vitale importanza, determinando un vero e proprio blackout della mente".

Ma cosa c'è di diverso in Remmy rispetto ad altri prototipi già visti e sentiti? “Innanzitutto è già in commercio e testato da Quattroruote”. In secondo luogo è un prodotto “semplice, sicuro, italiano e universale”, precisano a West gli ideatori. Inoltre, il sistema funziona anche nel caso in cui il bimbo dovesse slacciarsi da solo le sue cinture di sicurezza o dovesse malauguratamente spostarsi dal seggiolino scivolando fuori dallo stesso, in caso di cinture non bene allacciate o larghe".

“Inizialmente avevamo pensato noi ad un oggetto tipo portachiavi che suonasse in base alla distanza del genitore dall'auto - continuano. Ma abbiamo desistito perché in questa modalità il sistema suona quando l’autista è già sceso dalla macchina e potrebbe essere in condizione di non sentire il dispositivo, che diventerebbe di fatto inutile. Traffico, le sirene di un'ambulanza, un treno che passa, o magari ha già messo le chiavi della macchina nel giubbotto... i casi possono essere tanti. Abbiamo quindi optato per la soluzione con cavo perché è quella che permette la segnalazione immediata allo spegnimento del veicolo, anche perché in questa maniera il sistema segnala anche se accidentalmente o volontariamente si slacciano le cinture. Non bastasse, il nostro prodotto può essere applicato a qualsiasi tipo di seggiolino e macchina senza alcun tipo di istallazione specializzata”.

Si inserisce semplicemente un'estremità nella presa accendisigaro e l'altra - il sensore di pressione – sotto il seggiolino, in corrispondenza del punto in cui il piccolo è comodamente seduto. Interessante, inoltre, la trovata “l'esperto risponde”, disponibile sul sito web. Che mette a disposizione dei genitori uno psichiatra per sciogliere dubbi e donare consigli ai genitori più esposti al rischio di “tilt”.

Pubblicato in Famiglia in cifre.
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