Si chiama My Voice l’app che ridà voce ai malati di Sla

di Roberta Lunghini - 10.05.2017
Si chiama My Voice l’app che ridà voce ai malati di Sla
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Perdere la propria voce è un trauma. L’altro giorno mia figlia di 11 anni mi ha chiesto se la voce metallica del pc era la mia. Mi ha investito un’onda di tristezza. Parola di Julius, malato di Sla dal 2007 che, proprio a causa della malattia non è più in grado di parlare senza l’aiuto di appositi macchinari. Per evitare che ciò accada ad altre persone nella sua stessa condizione, oggi c’è My Voice. Un’App che permette di registrare le espressioni familiari e ricorrenti che fanno parte delle relazioni quotidiane del paziente e togliere il suono metallico di questi comunicatori. Così da poterle far ascoltare ai propri cari per sempre, come se fossero le stesse persone a pronunciarle, anche qualora la patologia li renda muti. Sviluppata dal Centro Clinico NeMO, in collaborazione con l'agenzia pubblicitaria McCANN, può essere scaricata su tutti gli smartphone dalle piattaforme App Store, Google play o Microsoft Store.

Pubblicato in SLA.
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