Questi 170 bimbi sieropositivi sono un rompicapo per la scienza

di Beatrice Credi - 17.10.2016
Questi 170 bimbi sieropositivi sono un rompicapo per la scienza
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Gli scienziati li chiamano i ‘non-progressors‘. Sono 170 bambini sudafricani nati con l’HIV contratto nel grembo materno, ne presentano livelli estremamente alti nel sangue, ma non manifestano alcun sintomo. Perché la loro infezione non ha fatto la naturale progressione verso l’AIDS. Una cristallizzazione del quadro clinico senza precedenti tanto più sorprendente perché, secondo i medici dell’Università di Oxford che stanno monitorando questo incredibile gruppo di giovani, è destinata a rimanere tale. Le spiegazioni di quello che sembra essere a metà tra un miracolo e un cortocircuito della biologia che ne sfida ogni logica, sarebbe nel debolissimo sistema immunitario dei piccoli pazienti. Questo significa che il “mostro-HIV” non ha abbastanza cellule da infettare e distruggere. È come se il fisico di questi ragazzi attivi spontaneamente e autonomamente un meccanismo di autoprotezione che di solito per chi è affetto da questa patologia è azionato dai farmaci retrovirali che per togliere carburante all’HIV sopprimono le difese immunitarie. Un’ipotesi ancora tutta da definire, dicono gli esperti, ma che apre senza dubbio una nuova pista nella cura di un disturbo che non accenna a diminuire.

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