Perché il Sì di una non vedente deve far riflettere i NO

di Stefania Leone - 14.12.2016
Perché il Sì di una non vedente deve far riflettere i NO
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Di fronte al vergognoso fuggi fuggi dei tanti che hanno occupato il carro di Renzi, io donna lavoratrice non vedente rivendico il mio sì al referendum e all’ormai ex Presidente del Consiglio. Perché pochi sanno che ha fatto tanto per le persone disabili. Di seguito solo alcuni esempi.

E’ stata approvata la cosiddetta legge sul “dopo di noi”, chiesta fortemente dalle federazioni e associazioni di settore, che ha aumentato il fondo per la non autosufficienza.

E’ entrato in vigore ufficialmente il nuovo provvedimento, legge 14 novembre 2016 n.220, che regola e disciplina il cinema e l’audiovisivo. Che vede come prerequisito per contributi ed incentivi il rispetto dell’accessibilità universale, con particolare riferimento all’uso di sottotitoli ed  audiodescrizioni, cosa che le associazioni di categoria richiedevano da  tempo.

Nell’ultima legge di stabilità è compreso un importante emendamento a favore delle pensioni dei  lavoratori  disabili. Con cui si prevedrà un coefficiente economico sui contributi figurativi, finora non monetizzati, ma utili ai fini del conteggio del numero di anni di lavoro prima della legge Fornero. In modo da ridurre la pesante penale per coloro che, a seguito di disabilità e inabilità,  vadano in pensione molto prima del raggiungimento dell’età pensionabile.

Ultima informazione, che ho appreso proprio stamattina in occasione di un convegno sulla formazione ed inclusione lavorativa delle persone con disabilità, è che è stata “quintuplicata” la penale prevista per le aziende che non ottemperano alla legge 68 del 99, ovvero l’assunzione di una percentuale di persone disabili e di categorie protette. La cifra giornaliera prevista come mora a carico dell’azienda passerà da 30  a 153 euro  (euro più, euro meno). Ed è inoltre stato abbassato da 16 a 15 il numero minimo di dipendenti per l’obbligo di assunzione di  un dipendente disabile nelle piccole aziende.

Forse questi ultimi provvedimenti non sono di gradimento agli imprenditori, ma, in qualità di donna lavoratrice con disabilità visiva a cui questo aspetto sta molto a cuore, li ritengo  un forte stimolo per l’assunzione di persone disabili nelle aziende. Che cominceranno a valutare l’opportunità di avere nel proprio organico una persona  con  disabilità  (che sia produttiva, ci tengo particolarmente a sottolinearlo), piuttosto che pagare una mora per inadempienza, di certo superiore  all’eventuale stipendio annuo

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