I passi falsi da non fare per arrivare pronti alla maturità

di Ilaria Lonigro - 17.06.2014
I passi falsi da non fare per arrivare pronti alla maturità
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Mancano poche ore all’esame di maturità, che prende il via domani. Migliaia di studenti sono chini sui libri per il ripasso dell'ultimo minuto. Peccato, però, che così facendo rischiano di commettere alcuni passi falsi senza saperlo.

Qualche esempio? È un errore concentrarsi solo sugli appunti presi durante l’anno. “Per un esame brillante servono spunti diversi: è necessario differenziare le fonti, insomma variare i testi da cui si studia”, assicura Antonella Beconi, che di esami di maturità ne ha passati tanti: 22 per l’esattezza, come professoressa di inglese e tedesco, prima di diventare, 8 anni fa, docente di italiano in diverse università europee e australiane. Ma gli errori da cui i maturandi devono stare in guardia non finiscono qui.

“La studiata finale? Serve a pochissimo. L'importante è aver studiato con regolarità durante l'anno”, assicura. A un giorno dall'esame, poi, è bene chiudere i libri. “Studiare il giorno prima è un errore, molto meglio fare una bella passeggiata con gli amici, per distendersi e non farsi tradire dallo stress”, conclude.

La pensa così anche la psicologa e psicoterapeuta Chiara Cimbro. “Non bisogna stare tutto il tempo da soli in casa a studiare, ma neppure fuori per distrarsi: il trucco è essere costanti e regolari nello studio e crearsi qualche pausa di rigenerazione nella quale realmente “staccare la testa dallo studio”, consiglia. Un errore comune secondo la dottoressa è ignorare i segnali del proprio corpo. “Non bisogna imporsi programmi rigidi e immodificabili nelle tabelle giornaliere di studio: è fondamentale ascoltare anche i messaggi che l’organismo ci dà, nei suoi bisogni di sonno, alimentazione e svago”.

Che dire poi dei confronti con i compagni? Secondo la psicologa è sbagliato utilizzare i compagni come unico metro di giudizio della propria preparazione. “Confrontarsi va bene, purché si sappia - raccomanda - che ciascuno nel corso dei cinque anni ha avuto un cammino scolastico differente”.

E una volta iniziati gli esami, non smettere di stare concentrati. “Non dare il meglio di sé solo all’inizio, con il rischio di fare bene solo le prime prove: distribuire bene le energie fisiche e mentali nel corso di tutte le prove, sia agli scritti che all'orale” ammonisce Chiara Cimbro. Infine, qualsiasi sia il voto finale, nel bene e nel male, bisogna relativizzare. La psicologa assicura: “Il voto di maturità racconta solo un piccolo aspetto della vita. L'errore comune è pensare che questa sia l’unica occasione che si ha nella vita per dimostrare quanto si vale: non è così, ce ne saranno molte altre”.

A una settimana dalla maturità sembra che in camera sia passato un branco di elefanti? Non importa. “È importante – sostiene la psicoterapeuta Lucia Portella - chiedere in casa di essere sostenuti e sollevati da incombenze familiari”. La sera prima del gran giorno ci sembra di non sapere più niente? Non crediamoci. “Ovviamente non è così. Basta andarsi a vedere per sommi capi i programmi delle materie”, dice la psicoterapeuta, secondo cui per battere l'ansia possono servire gli esercizi di respirazione. Durante l'esame orale, poi, evitare di parlare a raffica. “Ripromettersi di parlare lentamente per meglio trovare collegamenti fra un argomento e l'altro”, afferma Portella.

Un consiglio importante che riguarda l’ansia arriva anche da Francesco Salvadori, neuropsichiatra dell'infanzia e dell'adolescenza e psicoterapeuta. “Assolutamente non assumere ansiolitici come benzodiazepine, che, oltre a dare problemi di attenzione e memoria, levano quella 'voglia di lottare' con cui l'ansia in modo generativo ci aiuta ad affrontare le difficoltà della vita, tra cui proprio l'esame di maturità” dice il medico. E ricorda: “Vietato ascoltare i compagni ansiogeni che scatenano il panico con aneddoti e leggende metropolitane. Pensate che gli esami di maturità non servono a bocciare i maturandi ma a dare credito alla loro preparazione”.

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