Nell’America di Trump tornano le bacchettate a scuola

di Ivano Abbadessa - 01.08.2017
Nell’America di Trump tornano le bacchettate a scuola
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In vista dell'inizio del nuovo anno scolastico tre istituti del Texas hanno deciso di reintrodurre le punizioni corporali per gli alunni indisciplinati. Autorizzando il personale del Three Rivers Schools District a rispolverare il ricorso alla vecchia, dolorosa bacchetta di legno nelle classi elementari, medie e superiori. L'uso di questo arcaico metodo educativo, però, verrà subordinato ad una preventiva “liberatoria” da parte dei genitori e, di conseguenza, “riservato” ai figli di coloro che all’atto dell'iscrizione dei figli daranno il loro ok.

Un ritorno al passato fortemente voluto da Andrew Amaro. Uno degli addetti alla supervisione della condotta degli studenti dei campus texani. Che in una recente intervista al quotidiano inglese Independent ha confessato, sostenendone l’utilità, di essere stato lui stesso educato a bacchettate: “Per me era un ammonimento chiarissimo. Sapevo, infatti, che se non mi fossi comportato bene avrei ricevuto la giusta punizione fisica da parte del preside.”

In base a queste nuove linee educative, però, solo ad alcuni membri del personale scolastico sarà consentito usare la forza a fini disciplinari. Ragione per la quale, afferma la direttrice Mary Springs: “Verrà monitorato il numero di bastonate che saranno inflitte al fine di valutare l'efficacia di questo metodo. Se si ridurranno gli episodi di insubordinazione, sarà il segno che stiamo facendo una cosa buona”.

E dire che non più tardi di un anno fa, l'allora ministro dell'Istruzione  USA, l’obamiano John B King, dopo che un'indagine aveva messo in luce che ogni anno ben 110mila scolari ricevevano simili punizioni, aveva scritto ai governatori statali sollecitandone la messa al bando con la seguente motivazione: “Nel breve termine la punizione fisica rende gli studenti più aggressivi. Mentre a lungo andare hanno maggiori probabilità di soffrire di problemi di salute mentale e di abuso di droghe” - aveva scritto King nella missiva. “Questi metodi violenti non sono solo inefficaci e dannosi, ma anche discriminatori visto che colpiscono sproporzionatamente gli studenti di colore e quelli con disabilità.”

Parole al vento. Visto che analizzando la mappa del sistema scolastico made in US, scopriamo che le punizioni corporali, vietate  in 24 stati oltre al Distretto di Columbia, sono invece legalmente in vigore in 15 e nei restanti lasciate al buon cuore dei docenti.

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