L’orco ormai preferisce Bitcoin e Skype

di Annalisa Lista - 02.03.2015

Skype e Bitcoin sono le nuove parole d’ordine della violenza sui minori. Percosse, violenze, abusi sessuali, tutto corre ormai su piattaforme online legali, insospettabili da parte delle autorità. Lo rivela l’ultima vasta indagine di Europol sui nuovi sviluppi del cybercrimine. Tenendo a sottolineare che “non siamo più di fronte a una tendenza ma alla dura realtà”. Sono sempre di più, infatti, i casi di pedopornografia che si consumano in diretta, in streaming, su chat e app apparentemente innocenti che non consentono di registrare, scaricare e conservare file sul computer. Ma non solo. Per far perdere ulteriormente le proprie tracce, gli autori della violenza e chi ne gode stabiliscono sempre più frequentemente metodi di pagamento basati su “moneta virtuale”, come i Bitcoin. Più sicuri rispetto a una tradizionale carta di credito. Oppure, si ricorre alla distribuzione di materiale tramite file hosting. Sistema di archiviazione protetto e sicuro utilizzato solitamente dalle aziende per permettere ai dipendenti di condividere informazioni.

 

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