L’homeless international punta su Milano

di Elisabetta Pina - 31.03.2017
L’homeless international punta su Milano
  • Condividi su Facebook Diffondi su Twitter Condividi su Whatsapp
  • Stampa

Dai senzatetto tedeschi che  emigrano in Italia a quelli orgogliosi di vivere per strada. È un universo semisconosciuto quello che emerge dai formidabili scatti sui clochard di Milano realizzati da Luca Rotondo, classe 1989.  L’astro nascente della fotografia italiana che  ha conquistato la ribalta mediatica vincendo il premio Amilcare Ponchielli con il progetto MetropolitanLullabies. Una lunga serie di immagini, catturate di notte in bicicletta, che raccontano la relazione tra le vie del centroe gli homeless.

Domanda: Luca come ti è venuta l'idea di ritrarrela vita notturna degli homeless?

Risposta: Mi hanno dato dell’avvoltoio. Ma io non sfrutto il dolore. Anzi. Voglio solo ritrarre l’interazione degli invisibili con il centro della città che di notte perde tutta la sua quotidiana vitalità.

D: Quanto tempo hai impiegato per realizzare il tuo progetto MetropolitanLullabies?

R: Non è ancora finito. Tra la primavera e l’estate del 2015 ho realizzato una prima serie di scatti e una seconda lo scorso inverno. Dopo la vittoria del premio mi era venuto da pensare che il progetto fosse ormai concluso. Poi ho notato altri luoghi del centro dove i clochard si “ritirano” al calar delle tenebre ed allora ho ripreso a scattare.

D.: Quanto durano i tuoi appostamenti?

R: Faccio un primo giro in bici alla scoperta dell’area che mi interessa per capire dove gli homeless vanno a dormire. Poi torno con la macchina fotografica da mezzanotte alle 4/5 del mattino.

D: Svilupperai questo progetto anche all’estero?

R: Ci sto pensando anche perché esiste un fenomeno di migrazione degli homeless. Ovvero i senzatetto si spostano di Paese in Paese per motivi non del tutto incomprensibili. Per esempio tramite le associazioni ho scoperto che ci sono homeless che lasciano la Germania, nazione nota per gli ottimi servizi di assistenza, per l’Italia. In molti chiedono l’elemosina solo per raccogliere i soldi necessari agli spostamenti, ma poi, una volta nella nuova città, fanno esattamente la vita di prima, dormono per strada e non cercano lavoro.

D: Il 70 per cento dei clochard a Milano sono stranieri, perché succede secondo te?

R: Molto spesso la nazionalità non c’entra. Possono avere forti problemi di integrazione  per questioni culturali o perché hanno subito pesanti tracolli personali: dalla perdita del lavoro al divorzio o ad un lutto grave. Si ritrovano in strada senza un soldo ma non chiedono niente a nessuno. Quasi fosse un fatto di dignità. Inoltre credo che scegliere di dormire soli in un riparo di fortuna e non andare nei dormitori significhi che si sentono più sicuri a stare soli che dover scendere a compromessi.

Pubblicato in Senzatetto.
Altri articoli che ti potrebbero interessare:
  • Quattro senzatetto realizzano il sogno della loro vita

    A Barcellona si fa un gran parlare in questi giorni di quattro senzatetto. Sono Marcos, Enrique, Andrzj e Vincet che a differenza di molti loro compagni di strada, hanno avuto la fortuna di essere coinvolti in un esclusivo programma di inserimento lavorativo promosso dal businessman americano Andrew Funk. Che prima Leggi tutto.

  • Qui per ridurre gli homeless li trasformano in condomini

    Non sono solo le temperature rigide a spiegare perché la Finlandia è l’unico paese UE dove cala il numero dei senzatetto. La vera ragione di questa eccezione si chiama Housing First. Un programma ultraventennale che secondo la Fondazione Abbé Pierre offre agli homeless, anziché vitto provvisorio in dormitori, soluzioni abitative Leggi tutto.

  • Dopo Amatrice le casette arrivano ai senzatetto di Milano

    Per la prima volta, in Italia, si sperimenta un nuovo modo di accogliere i senzatetto. Non i classici dormitori, grandi edifici con stanzoni da decine di posti letto, bensì un vero e proprio villaggio, progettato per ospitare 300 homeless dislocati in casette prefabbricate dotate di tutti i comfort e i Leggi tutto.

  • Il primo tirocinio per diventare avvocati di strada

    Apre a Bari la prima clinica legale “Il diritto per strada. Accesso ai diritti per le persone senza dimora”. Un esperimento didattico innovativo nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università pugliese e la onlus “Avvocato di strada”, che mira a formare e sensibilizzare i futuri laureati sui problemi concreti Leggi tutto.

  • La Grecia riparte dai senzatetto

    Un autobus itinerante per facilitare una doccia ai senzatetto di Atene. È questa l'iniziativa nata dalla collaborazione tra un'impresa statale, una società privata e una ONG ellenica (Praksis). Che hanno deciso di trasformare un bus -regolarmente in funzione fino agli inizi del 2016 per il trasporto pubblico nella capitale greca- Leggi tutto.

  • Annullata l’ordinanza antibivacco del sindaco di Trieste

    Annullata, in Italia, la cosiddetta ordinanza antibivacco del sindaco di Trieste. Con la quale veniva vietato, sia di giorno che di notte, lo stazionamento all’aperto, la consumazione di alimenti e bevande e la collocazione di materiale su suolo pubblico in una determinata area del centro cittadino. Una disposizione che il Leggi tutto.