Le obsolete apparecchiature ospedaliere italiane

di Roberta Lunghini - 29.05.2014

In Italia, le apparecchiature di diagnostica per immagini presenti nelle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate, sono datate e obsolete. Tant’è che quasi il 40% delle TAC a meno di 16 strati è vecchio di oltre 10 anni. Lo stesso vale per il 66,8% dei mammografi convenzionali (analogici), quando il periodo di adeguatezza tecnologica dovrebbe essere intorno ai 6 anni. Mentre, sono l’84,7% i radiografi toracici convenzionali che hanno più di un decennio, nonostante l’introduzione di quelli digitali (601 su 2.487 installati). E ancora: ha più di una decade il 71,6% delle unità mobili radiografiche convenzionali, quasi il 60% dei telecomandati convenzionali; il 30,7% degli angiografi e il 58,4% dei sistemi radiografici mobili ad arco. Una situazione di arretratezza che non può che avere conseguenze negative sulla qualità dell’esame diagnostico e sulle implicazioni per il paziente. Senza contare che basterebbe adottare nuove tecnologie per ridurre i tempi di attesa per analisi e risultati. Ma anche per aumentare la capacità di diagnosi con notevoli risparmi in termini di ospedalizzazione e per la cura dei cittadini. È questo l’allarme lanciato in occasione del 46° Congresso nazionale SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica) e certificato da un’indagine realizzata da Assobiomedica.

Pubblicato in Salute in cifre.
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