L’aspirante avvocato e il neo-boss Down

di Mattia Rosini - 15.12.2014
L’aspirante avvocato e il neo-boss Down
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Presentarsi a un colloquio di lavoro rende nervoso chiunque. Ma cosa succede se il capo dello studio legale per cui sognate di lavorare ha la sindrome di Down? Parte da qui The interviewer, uno splendido cortometraggio firmato dalla regista australiana Genevieve Clay-Smith e distribuito in Germania dal canale franco-tedesco Arte.

Due i protagonisti: Mr. Howell, rampante ed elegante avvocato, e James Dexter, figlio Down del boss dello studio legale. Che fa credere al primo di essere il titolare dell’azienda incaricato di condurre il colloquio. L’impatto con questo inusuale datore di lavoro è straniante – come spesso accade, quando si ha a che fare con i disabili. L’elegante Howell, dopo aver ripetutamente chiesto se ci sarà un vero colloquio, sta per andarsene, quando si accorge che le domande poste da James non sono solo assolutamente pertinenti, ma che l’incontro è portato avanti con inaspettata logica e precisione.

Quando finalmente anche Paul Dexter, il padre di James, entra in ufficio per esaminare il candidato è costretto a prenderne atto. Ed è così che il giovane Down, da anni relegato a servire the e caffè ai clienti, riesce a impressionare e spiazzare il burbero papà, che – alla fine – gli lascia terminare il colloquio. A cui ne seguiranno poi altri…

Il film ha subito ottenuto un eccezionale successo. È sufficiente segnalare che in media i post sul profilo di Arte riescono a ottenere 80 like e una decina di condivisioni. La storia di Howell e Dexter ha portato 140mila visite sul sito della nota emittente, migliaia di like e condivisioni su Facebook, centinaia di commenti. Il segnale che l’inclusione e i diritti dei disabili sono argomenti che si possono affrontare smontando, anziché assecondando, i più classici cliché sul tema.

Se il cortometraggio mostra un riuscito episodio di integrazione lavorativa, ben diversa è la realtà – almeno in Germania. Di certo, non mancano imprese che eccellono nelle buone pratiche – come la Forever Clean, che con il 39% di dipendenti disabili ha vinto uno dei 5 Inklusionpreis. Tuttavia, dai dati più recenti dell’Agenzia federale per il lavoro, risultano circa 180mila disabili senza lavoro (ottobre 2014), con un tasso di disoccupazione intorno all’8%, in lenta ma continua crescita. Un aumento alimentato soprattutto dagli over-55, che rappresentano il 37% di tutti i portatori di handicap disoccupati (+4%).

Pubblicato in Sindrome di Down.
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