La storia dell’autismo è cominciata con un golfista oggi 81enne

di Ivano Abbadessa - 19.02.2015
La storia dell’autismo è cominciata con un golfista oggi 81enne
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Il primo uomo al mondo al quale è stato diagnosticato l’autismo ha 81 anni, è un golfista americano, residente a Forest in Mississipi. Per Donal Gray Triplett, prova vivente che anche gli autistici invecchiano, la vita non è certo stata tutta rose e fiori. Ma neppure amara e sempre in salita come si potrebbe immaginare.

Nato nel settembre del 1933, primogenito di una potentissima famiglia di finanzieri, fin da piccolo aveva manifestato non poche difficoltà nell'interazione sociale. Silenzioso e scontroso con tutti. Si fissava su certi oggetti. E aveva una capacità di memorizzazione fuori dal comune. Stranezze e curiosità che spinsero i suoi genitori, incapaci di gestirlo da soli, ad affidarlo nel 1937 alle cure di un istituto. Con pessimi risultati testimoniati dal peggioramento delle sue condizioni. Al punto da costringere mamma e papà, poco dopo un anno, a riportarlo a casa.

È proprio in questo periodo -ottobre 1938- che Donald venne esaminato dallo psichiatra infantile Leo Kanner, presso il Johns Hopkins Hospital di Baltimora. Kanner fu letteralmente stupefatto dai sintomi del ragazzo. E, anche se aveva notato alcune somiglianze con la schizofrenia, non era stato in grado di giungere a una diagnosi precisa. Ma non si arrese. Lo visitò più volte. Fino a quando nel 1943 si rese conto di trovarsi di fronte a un soggetto affetto da una patologia fino allora sconosciuta alla scienza. Un’illuminazione che l’ostinato dottore descrisse con dovizia di particolari in un lungo articolo che fece conoscere al  mondo intero l’esistenza della cosiddetta Sindrome di Kanner, oggi meglio nota come autismo.

Una scoperta che segna  uno spartiacque nella storia della sanità moderna. Ma anche nella vita del giovane Donald e dei suoi familiari. Che, senza perdersi d’animo, si battono per garantire a quel figlio così diverso dagli altri un’esistenza normale. Dopo il diploma, nel 1958 Donald si laurea in lingue. Subito dopo inizia a lavorare a tempo pieno come impiegato nella banca di famiglia. Senza farsi mancare niente. Dalla patente di guida ai viaggi esotici in giro per il mondo. Ai tanti hobby. In primis l’amato golf. Oggi si gode la pensione nella città natale. E tra pochi mesi spegnerà la sua 82esima candelina.

Pubblicato in Autismo.
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