In un paese del profondo Nord la gioventù non ha più vizi

di Annalisa Lista - 27.01.2017

Perché bacco, tabacco e cannabis non spopolano più tra i giovani islandesi? Nel giro di vent’anni il numero dei consumatori di sigarette è passato dal 23% al 3%, di marijuana dal 17% al 7%, di alcol dal 42% al 5%. Sono cinque gli ingredienti di quella che è già stata ribattezzata la ricetta islandese contro le dipendenze tra le nuove generazioni. Il primo. L’introduzione di un vero e proprio coprifuoco tra i teenager. Che, per obbligarli a passare più tempo in famiglia, prevede il rientro a casa entro le 22 in inverno e entro mezzanotte in estate. Il secondo. Zero pubblicità di alcolici e prodotti derivati dal tabacco. Il terzo. Il divieto comprare sigarette, vino e vodka prima dei 20 anni. Il quarto. La forte spinta sulle attività extrascolastiche, dallo sport alle feste, basate anche sul coinvolgimento dei genitori. Last but not least, la promozione della cultura del vicinato, che consiste nell’organizzazione di eventi e party nei quartieri, durante il weekend, per dare modo alle famiglie di rafforzare i legami. Un modello che finora è stato esportato in 17 città europee, con gli stessi ottimi risultati.

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