Il reportage semi-serio che prende in giro il consumismo

di Roberta Lunghini - 19.03.2015
Il reportage semi-serio che prende in giro il consumismo
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Mendicanti con cartelli dalle scritte improbabili come “non ho soldi per comprare il seitan ai miei figli” oppure “devo imbarcare il bagaglio in stiva su EasyJet” e ancora “Devo rinnovare WhatsApp!!!”. Sono questi i protagonisti del “finto” reportage dal titolo “L’Homme(less)”, realizzato dal fotografo Gianluca Maroli per raccontare il lato buffo e grottesco della crisi. Nonostante nel nostro Paese, infatti, il numero delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese sia in allarmante aumento, ci preoccupiamo di bisogni futili e non riusciamo a fare a meno di tutte quelle cose che, seppur superflue, ci appaiono indispensabili. L’idea, come spiega l’autore stesso, è nata da un paio di esperienze surreali vissute da lui in prima persona. Una, in Piazza Duomo a Milano, quando vide un homeless vero e proprio armato di e-book reader. E l'altra, in metropolitana, ascoltando i discorsi di due ragazzine under 18, vestite firmate dalla testa ai piedi con capi di brand molto costosi, lamentarsi di “non avere una lira per il sushino del venerdì sera”.





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