Ha fatto miliardi sfruttando la sua dislessia

di Ilaria Lonigro - 14.07.2016
Ha fatto miliardi sfruttando la sua dislessia
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Ikea, l’impero figlio della dislessia. Ingvar Kamprad, fondatore del colosso svedese di mobili, da ragazzo, nonostante la dislessia, andava bene a scuola. Ragione che spinse il padre a premiarlo, regalandogli quel po’ di denaro che un guardaboschi come lui si poteva permettere. Soldi che, però, il 17enne Ingvar anziché spendere fece  fruttare. Fino al punto da riuscire, nel 1943, ad aprire il suo primo mobilificio con il nome Ikea: acronimo di Ingvar Kamprad da Elmtaryd Agunnaryd, suo paese d’infanzia.

Grazie alla dislessia era diventato un business man. La verità è che Kamprad, fin da subito, fu in grado di usare il suo disturbo per farne un’arma vincente sul mercato. Esempio tipico è quello dei nomi dei mobili Ikea. Impossibili da pronunciare per un non scandinavo ma talmente strani che tutti li ricordano. Una mossa figlia, non del suo fiuto per gli affari, come molti pensarono, ma del fatto che solo così riusciva a catalogare i nomi dei prodotti. Un logica solo all'apparenza folle visto che per lui i tradizionali codici numerici erano arabo.

Tutti i mobili Ikea hanno dei nomi propri. Letti ed armadi di località della Norvegia (Malm, Hermes etc.) Sedie e tavoli di uomini (Ingo, Stefan etc.) le tende di donne (Mariam, Werna, Aina etc). Arredi da giardino e divani di isole (Tärnö, Äpplarö) o città svedesi (Vallentuna, Kivik), mentre i tappeti quelli di altri paesi scandinavi (Hampen o Stockholm etc.). Kamprad, infatti, per ricordare i nomi aveva bisogno di visualizzarli ricollegandoli a qualcosa di preciso

La sua multinazionale - 258 punti vendita in 37 paesi - è in mano ai  suoi tre figli.  Eppure il 90enne Mister Ikea continua a guidare gli affari col piglio di un leone. Lo stesso che aveva quando, da bambino, vendeva fiammiferi porta a porta oppure pesce e decorazioni natalizie. La sua è l’ennesima storia di successo della lunga lista (poco nota)  dei dislessici che hanno cambiato la storia. Qualche nome?  Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Andy Warhol, John Lennon, Walt Disney, Henry Ford, Hans Christian Andersen, Thomas Edison e F. Scott Fitzgerald…. Bastano?

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