Cinema vietato ai maggiori di 18 mesi

di Simona Cortopassi - 06.11.2014
Cinema vietato ai maggiori di 18 mesi
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Dopo l’Europa, prende piede anche in Italia una nuova tendenza: il cinema a misura di neonato. Via libera ad allattamento durante la visione, cambio di pannolini su comodi fasciatoi e, soprattutto, urla e pianti liberi dei bebè. Partito da Roma, questo progetto dell’associazione Città delle mamme mira a coinvolgere le donne nei mesi in cui il legame con il neonato è strettissimo, permettendogli così di fare nuove amicizie, di confrontarsi con esperti e, al tempo stesso, di godersi un film. Senza rispettare il silenzio in sala.

Dal Pigneto, ex quartiere ghetto romano oggi “radical chic”, gli appuntamenti si sono poi estesi a diverse città del nord. Tra cui Milano, Udine, Trento e, ultima arrivata proprio in questi giorni, Venezia. Ma il modello è sempre lo stesso. La proiezione della pellicola avviene a volume ridotto e con luci soffuse, per non disturbare i più piccoli. Sia per lasciare la possibilità, a chi lo volesse, di camminare con il passeggino tra i corridoi della platea.

Porte aperte per tutti, anche a baby-sitter, nonni e ai papà. Che potranno preparare il latte artificiale con un pratico scalda-biberon pronto all’uso, poi accomodarsi nella toilette dotata di tutti i comfort tra cui salviette detergenti, borotalco e sterilizzatori. E infine accompagnare i figli più grandi nell’area dedicata ai giochi.

Tra prime visioni e classici, l’iniziativa si svolge due mattine a settimana e a prezzo agevolato (un biglietto tra €3 e €5). Al termine del film, è possibile porre domande a psicomotricisti o psicologi su movimento, comportamento e nanna. Oltre a conoscere alcune associazioni che operano nel territorio, sempre nel circuito “family-friendly”.

Punto di forza dell’iniziativa è proprio la possibilità - per chi partecipa - di riacquistare certe abitudini culturali e dei normali rapporti sociali, da cui a volte i neo-genitori sono tagliati fuori, soprattutto nei grandi centri. Ma non solo. Altro obiettivo è istruire i cittadini sull’importanza dell’allattamento al seno, anche in spazi pubblici, ed evitare l’emarginazione delle mamme alle prime armi, scongiurando al contempo possibili depressioni post-partum.

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