Chiamare “deficiente” un alunno non è più reato penale

di Roberta Lunghini - 20.03.2017
Chiamare “deficiente” un alunno non è più reato penale
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In Italia, l’insegnante che insulta i propri alunni non è più perseguibile penalmente. Per questo la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna, emessa dal Giudice di Pace di Pescara e confermata poi dal Tribunale della città abruzzese, nei confronti di una maestra per aver “offeso l’onore e il decoro del minore” definendolo, a scuola e unitamente agli altri compagni di classe, “deficiente”, “stupido” e “zozzone”. Una decisione, quella presa dai Supremi Giudici, che altro non è che il frutto di un provvedimento governativo, entrato in vigore un anno fa, con il quale sono stati depenalizzati alcuni reati, tra cui appunto quello di ingiuria, per il quale la docente era stata portata in causa.

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