C’è chi aggiornerà Facebook anche dopo la morte

di Silvana Calcagno - 10.06.2014
C’è chi aggiornerà Facebook anche dopo la morte
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Un social network per rimanere vivi in eterno. O meglio, per continuare ad essere attivi sul web anche dopo la morte. Si chiama DeadSocial e permette di programmare post, tweet, immagini, video, che saranno fruibili solo quando si è passati a miglior vita. È una moderna forma di testamento che ha effetto esclusivamente nel mondo virtuale della rete. Una volta fatta l’iscrizione si indica, infatti, l’esecutore testamentario che avrà la possibilità di gestire l’immagine social del defunto e la sua comunicazione.

DeadSocial non è il solo a rivestire il ruolo di epigrafe multimediale. Ci sono anche altri siti come "LivesOn" per continuare a tweettare dall’oltretomba. Senza contare che "If I Die", consente di programmare un video o un post su Facebook dall’aldilà. L’esistenza e il successo di strumenti di questo tipo è destinata a far discutere. EranAlfonta, il creatore di "If I Die", dichiara che i suoi utenti sono per lo più genitori, preoccupati di lasciare un insegnamento o un messaggio di conforto ai loro figli che li accompagni nei momenti di difficoltà della vita. Ma c’è anche chi lo fa per semplice narcisismo o per paura. Sempre Alfonta ammette di aver il terrore di volare e, dovendo viaggiar spesso, aggiorna costantemente il suo testamento digitale per assicurarsi che sia tutto in ordine in vista del peggio.

Lo scopo di un social di questo tipo è molteplice. Da un lato risponde al bisogno – almeno in parte discutibile – di comunicare, di condividere, di lasciare una traccia indelebile di sé. Da sempre l’uomo è in cerca della pietra filosofale che gli doni l’immortalità, e conservare i propri pensieri nell’immenso groviglio di internet è una sorta di panacea al destino di trascendenza che ci accomuna. Dall’altro lato si affaccia la necessità, di democratizzare il concetto di morte. ’A livella di Totò, un espediente per ricordarci che siamo tutti uguali. In questo modo un uomo comune ha lo stesso diritto, la stessa possibilità di una celebrità di lasciare e tramandare l’immagine di sé che più preferisce.

Pubblicato in Famiglia in cifre.
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