Cacciati dai genitori migliaia di gay diventano homeless

di Ivano Abbadessa - 03.06.2014
Cacciati dai genitori migliaia di gay diventano homeless
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Negli Stati Uniti, il 40% dei 500mila giovani senzatetto è omosessuale. Un dato tanto più sorprendente se si tiene conto che appena il 5% dei giovanissimi d’Oltreoceano si dichiara LGBT (Lesbica, gay, bisessuale o transgender).

Si tratta perlopiù di ragazzi cacciati di casa dai genitori a causa della loro inclinazione sessuale. Finiscono per le strade dopo che le loro famiglie, in primis per motivi religiosi, li hanno sbattuti fuori per l'unica ragione di essere gay. Mississipi, West Virginia, Kentucky sono alcuni degli stati dove questi fenomeni sono più marcati.

La cura e la tutela di questa gioventù abbandonata, minacciata, messa a rischio quotidianamente nelle principali metropoli è l'obiettivo di una nuova campagna partita da New York. Che chiede al governo federale di fornire a tutti i senza casa under-24 l'accesso ad un rifugio sicuro, nonché uno sforzo più accurato per accertare il numero di coloro che vivono per strada al fine di preventivare quanti posti letto saranno necessari nei prossimi anni.

The Ali Forney Center è una delle associazioni capofila della mobilitazione che da anni aiuta i giovanissimi homeless americani a diventare indipendenti. Lo scorso mese di aprile, l'organizzazione ha pubblicato una lettera aperta sul New York Times nella quale si rivolgeva direttamente a Papa Francesco - capo della “più grande e influente organizzazione cristiana nel mondo” - chiedendo un cambiamento di approccio all'interno della Chiesa cattolica americana circa la sensibilizzazione e l'accoglienza verso questi ragazzi.

In quella stessa missiva, il collettivo LGBT metteva in luce storie di chi aveva trovato rifugio presso le loro strutture dopo essere stati rinnegati dai genitori. Ricordando che le loro vite sono state “devastate e rese indigenti dal rifiuto religioso.”

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