Annullata l’ordinanza antibivacco del sindaco di Trieste

di Roberta Lunghini - 12.12.2016

Annullata, in Italia, la cosiddetta ordinanza antibivacco del sindaco di Trieste. Con la quale veniva vietato, sia di giorno che di notte, lo stazionamento all’aperto, la consumazione di alimenti e bevande e la collocazione di materiale su suolo pubblico in una determinata area del centro cittadino. Una disposizione che il Tar del Friuli Venezia Giulia, accogliendo il ricorso di un richiedente asilo multato proprio per averla violata, ha giudicato illegittima. In quanto va ben oltre i poteri del Primo Cittadino. Il quale ha facoltà “di intervenire con provvedimenti extra ordinem al solo fine «di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana»”. Mentre, nel caso di specie, la norma era “finalizzata a ovviare alle «situazione di scadimento della qualità urbana in una zona molto trafficata e qualificata quale snodo di entrata nella città di Trieste» e a prevenire il «senso di disagio diffuso nella popolazione, generando così situazioni tali da determinare una sensazione di degrado e l’alterazione del decoro urbano»”.

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