Anche chi è ai domiciliari può accompagnare i figli a scuola

di Roberta Lunghini - 22.06.2017
Anche chi è ai domiciliari può accompagnare i figli a scuola
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In Italia, a un genitore che si trova agli arresti domiciliari non si può automaticamente negare il diritto di portare il figlio a scuola. Per questo motivo la Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento emesso da un Magistrato di Sorveglianza, con il quale era stata rigettata la richiesta dell’imputato di poter uscire di casa per accompagnare il suo bambino in classe e a fare sport. Un rigetto giustificato dall’ampiezza delle autorizzazioni orarie di cui già fruiva per motivi di lavoro: tutti i giorni dalle ore 10 alle 16 e dalle 18 all’una di notte. Tuttavia, se nel nostro Paese chi beneficia di questa misura cautelare, non può neanche portare fuori la spazzatura o il cane per fargli fare la pipì, le cose cambiano quando si tratta dell’istruzione della prole. I Supremi Giudici, infatti, hanno chiarito che nella fattispecie deve prevalere il diritto-dovere del padre a garantire al figlio le attività di studio e le esigenze sanitarie. Per cui al condannato va concesso di allontanarsi dall’abitazione, nel caso in cui non ci sia nessun altro che riesca a far fronte a tale incombenza.

Pubblicato in Carceri.
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