Alla Biennale di Venezia anche gli architetti Robin Hood

di Beatrice Credi - 30.05.2016
Alla Biennale di Venezia anche gli architetti Robin Hood
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Gli architetti presenti alla Biennale di Venezia hanno voluto sottolineare quest'anno la loro capacità di affrontare le sfide della disuguaglianza e della povertà nel mondo. Tanti i progetti che si concentrano su soluzioni semplici ed ecologiche contro i disequilibri del pianeta. Con il titolo “in diretta dal fronte”, la 15° edizione ospita 88 professionisti - 33 sono sotto i 40 anni - provenienti da 37 Paesi. La maggior parte dei progetti presentati in Laguna sono stati realizzati con materiali poveri (legno, pietra, cemento). Come le creazioni originali e poetiche del paraguaiano Solano Benitez fatte di mattoni di argilla e visibili nei giardini della Biennale, con le quali ha trasformato "la scarsità in abbondanza". Il messicano Juan Casillas invece aiuta i giovani a costruire case verdi con materie biodegradabili, a Ciudad Juarez, una delle città più violente del mondo. Un'altra realizzazione, una torre fatta di bambù e plastica biodegradabile per la raccolta dell'acqua piovana, la rugiada e nebbia, illustra le nuove meraviglie architettoniche, quelle che pensano tanto al sociale che all'ambiente. Intitolata "Warka Water" è ispirata da un albero che si trova in Etiopia ed è l'opera dell'italiano Arturo Vittori.

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