Dall’uomo-maiale una nuova speranza per i trapianti

di Raffaele Nappi - 31.01.2017

Gli scienziati del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla in California sono riusciti a creare un ibrido uomo-maiale.  Per la prima volta nella storia della medicina, infatti, sono stati uniti due embrioni da specie lontanamente correlate. Si apre, così, la prospettiva di poter far crescere organi umani all'interno degli animali per poi essere sfruttati nei trapianti. Per gli scienziati si tratta di un primo passo significativo verso la generazione di organi come cuore, reni e fegato partendo da zero. Agli embrioni verranno dati 28 giorni di tempo per svilupparsi (il primo trimestre di una gravidanza di un maiale) durante i quali gli scienziati analizzeranno la loro evoluzione. “Questo è un primo passo importante - ha commentato Juan Carlos Izpisua Belmonte, che ha guidato lo studio - l’obiettivo è far crescere e sviluppare il tessuto funzionale e quello trapiantabile all'interno di questi organi”. Il team californiano ritiene che in futuro l’approccio potrebbe aprire la strada per l’incubazione di organi umani e per l’utilizzo di nuovi farmaci sempre più sicuri ed efficaci. Lo studio, pubblicato sul giornale Cell, viene considerato una nuova pietra miliare per la scienza medica.

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