Nella cattolicissima Polonia i cittadini conoscono poco e male il volontariato. Quasi l’80% della popolazione, infatti, è convinto di svolgere abitualmente un’attività gratuita verso il prossimo per il semplice fatto di aver donato una moneta a un clochard o per aver inviato un sms a scopo benefico. Senza contare che appena 1 polacco su 5 è a conoscenza del fatto che il 2011 è l’anno europeo dei volontari. Ciò che più conta è che, in controtendenza col resto del Vecchio Continente, i più impreparati sono i giovani. Al punto che il 60% degli under 30 si dichiara del tutto disinteressato a scoprire questa galassia senza scopo di lucro. Dati che colpiscono, ma non sorprendono se si tiene conto della storia di questo paese. La malformazione sociale che emerge dal sondaggio realizzato dal Centro dell’Opinione Pubblica di Varsavia è, infatti, almeno in parte, dovuta all’incontro-scontro tra le due anime di questa nazione: quella cattolica e quella comunista. Per la prima il volontariato era una forma di elemosina, per la seconda un obbligo di Stato.





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