In Polonia il calo demografico ha ormai dimensioni inquietanti. La diminuzione dei nuovi nati, che solo nell’ultimo quinquennio è stato di 1/5, entro il 2035 determinerà un -16% della classe di età 0-14 anni. Di qui l’allarme lanciato dall’Istituto Socrates di Varsavia che nel rapporto “Lo tsunami demografico” evidenzia, tra le molte conseguenze, quelle che riguarderanno il mondo accademico. Molte università, infatti, sono state costrette già quest’anno a rinviare l’inizio delle lezioni nella speranza di riuscire ad arruolare qualche matricola ritardataria in più. Senza contare che alcuni istituti, tra cui l’Accademia di Cracovia, sono stati addirittura costretti a cancellare interi corsi di laurea, tra cui sociologia ed economia. Una crisi che potrebbe essere ulteriormente aggravata dal fatto che essendo sempre più striminzito il numero delle nuove matricole, sarà più facile, rispetto al passato, poter accedere alle università più prestigiose. Determinando un supplemento di penalizzazione di quelle meno famose e ricche. Per ovviare a tutto ciò, diverse facoltà hanno deciso di ricorrere ad ogni mezzo, fino ad usare la fantasia, pur di guadagnare qualche iscritto in più. Dall’offerta di borse di studio alla promessa di maggiore clemenza negli esami. Per riuscire, pero’, a venire a capo della situazione, la strada, secondo il Ministero dell’Istruzione, è quella dell’immigrazione di studenti stranieri, in particolare ucraini e bielorussi.





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