Alla ricerca della Terra Promessa

Sono circa 1.000 i minori non accompagnati che ogni anno arrivano in Italia dall’Afghanistan. Disposti a tutto pur di raggiungere il Vecchio Continente, intraprendono un lungo e pericoloso viaggio, che può durare mesi o addirittura anni, verso la Terra Promessa. Circa 6.000 km attraverso Iran (oppure Pakistan), Turchia e Grecia, da fare anche a piedi per evitare i posti di blocco della Polizia. Il punto di approdo nel nostro Paese è Roma, dove alloggiano in una tendopoli improvvisata nei pressi della Stazione Ostiense, prima di ripartire verso la Francia, l’Olanda e la Scandinavia. Una scelta tanto rischiosa quanto obbligata, visto che l’Afghanistan è il secondo Stato al mondo per tasso di mortalità infantile, il 90% dei bambini non riceve alcun tipo di istruzione e il 43% delle ragazzine è costretta a sposarsi ancora prima di diventare maggiorenne. Senza contare i rischi legati alla guerra, le innumerevoli piccole vittime della tratta e del lavoro forzato. In maggioranza maschi, di origine Hazara, di età compresa tra 15 e 17 anni e un basso livello di scolarizzazione, spesso orfani, anche se la maggior parte delle volte sono convinti a partire dagli stessi genitori. Questo l’identikit che emerge dal dossier di approfondimento sul tema realizzato dalla onlus L’Albero della Vita.