Come ogni novità che si rispetti anche il processo di informatizzazione delle aule scolastiche ha dei risvolti negativi. Sui quali sociologi e scienziati spagnoli hanno deciso di indagare giungendo a un’unanime conclusione: la tecnologia va presa cum grano salis. Il computer non può sostituire il maestro e l’Ipad non può mettere in cantina i libri di carta. Non si tratta di una crociata meramente ideologica contro il nuovo che avanza. Piuttosto della semplice constatazione che, oltre alla scomparsa dei rapporti inter-personali, l’abuso di questi innovativi strumenti distrae gli alunni e rallenta il loro processo di apprendimento. Dunque viva il Pc, a patto però che venga usato sempre sotto gli occhi di una guida attenta e competente. La sfida è quindi quella di formare insegnanti al passo con i tempi. Lo stesso vale per i genitori visto che sempre più spesso a causa di un evidente gap digitale non sono in grado di supportare e monitorare l’iter di studio dei figli.





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