Tante proteste, poche idee

Non si arresta la protesta degli studenti inglesi contro l’innalzamento delle tasse universitarie proposto dal governo Cameron-Clegg. Quali le cause di tanta tensione? E fino a che punto le dimostrazioni studentesche possono essere considerate ragionevoli? Il piano dell’esecutivo Lib-Con prevede che ogni studente universitario potrebbe arrivare a sborsare fino a 9000 sterline l’anno per una laurea di base, contro le 3290 di oggi. Tuttavia, l’aumento delle tasse non e’ indiscriminato e viene bilanciato da un sistema di prestiti di stato molto efficiente e strutturato in base al reddito. In un comunicato stampa apparso lo scorso 3 novembre e redatto da David Willets, sottosegretario per l’università la ricerca, si cerca di fare chiarezza su quanto accaduto. Willets spiega che ci sarà un tetto alle tasse universitarie di 6000 sterline l’anno che “in circostanze eccezionali” potrebbe arrivare a 9000. In ogni caso, la riforma prevede che le tasse possano essere anticipate dallo Stato e, in un secondo momento, debbano essere rimborsate dagli studenti a condizioni particolarmente favorevoli. Tale rimborso dovrebbe iniziare quando il neolaureato comincerà ad avere un reddito superiore a 21000 sterline (soglia che viene dunque innalzata rispetto alle attuali 15000 ) e si protrarrà in un arco di tempo che arriva fino a 30 anni. Inoltre, il rimborso del prestito di stato per gli studi avverrebbe a tassi agevolati in proporzione al reddito. Per esempio, chi guadagna sotto le 21000 sterline al mese avrà un tasso d’interesse reale pari allo zero.

Quel che è certo è che, al di là delle proteste degli studenti, il piano proposto dal governo di Sua Maestà non cambia in meglio o in peggio la struttura sociale del sistema universitario inglese. Piuttosto, la lascia intatta modificandone alcuni aspetti tecnici. I due pilastri dell’università britannica, il sistema delle top schools e il forte divario sociale tra studenti ricchi e poveri, rimangono là intoccabili e più forti di prima. Questo garantisce anche che gli atenei inglesi continueranno ad essere tra i migliori e i più ricchi del mondo, seppure con dei costi sociali non trascurabili. Quanto basta per non comprendere le proteste degli studenti se non fosse per un dato politico. Ad aumentare le tasse, seppure con tutti i pesi e contrappesi di cui si e’ parlato, sono stati i LibDem, un partito che da sempre pesca negli studenti universitari una fetta decisiva del proprio consenso elettorale. Il movimento di Clegg da circa 20 anni fa dell’abolizione delle tasse universitarie uno dei propri cavalli di battaglia politici e ideologici. Il fatto che siano stati proprio i LibDem a contribuire ad un piano che va in una direzione completamente opposta ha fatto infuriare gli studenti. E questo e’ assolutamente comprensibile.