Sull’immigrazione Donald Trump rischia l’osso del collo

di Guido Bolaffi - 11.02.2016
Sull’immigrazione Donald Trump rischia l’osso del collo
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E se per Donald Trump la lotta all’immigrazione anziché essere il pass per la Casa Bianca fosse una buccia di banana? Un quesito che agli occhi di molti può apparire oggi fuori luogo se non addirittura infondato. Visto il vento in poppa che sembra accompagnarlo sia nei sondaggi che nei duelli televisivi ed elettorali con i rivali-concorrenti del suo partito. Ma siccome non è tutt’oro quel che luce riteniamo il nostro dubbio non solo legittimo ma fondato. Per due ragioni.

La prima: la retorica anti immigrati può certo galvanizzare gli elettori bianchi, compresi molti di antica fede democratica. Ma non cambiare il piccolo dato di fatto che essi sono da tempo, e irreversibilmente, una minoranza rispetto alle “minoranze” così poco amate da Mr. Trump. Che, come già capitato alle ultime elezioni presidenziali al suo compagno di partito Romney, continuando ad inimicarsi latinos e musulmani rischia di finire in minoranza nella maggioranza degli stati del paese.

La seconda: è paradossale ma il big business yankee, asse portante del moderatismo repubblicano, non può né vuole fare a meno delle capaci e assai disponibili forze del lavoro immigrato. Al punto che, secondo un recente e ben informato articolo pubblicato dal Financial Times, l’86% di 1.358 grandi o grandissime imprese edilizie intervistate avrebbe denunciato una forte carenza di manodopera propria a causa del forte rallentamento degli ingressi alle frontiere. In particolare da quella messicana. “Il nostro problema”, questo il succo delle lamentele di molti imprenditori, quasi tutti di fede repubblicana, “non è che gli immigrati sono troppi, ma che sono troppo pochi”. Insomma per il mondo degli affari Trump è libero di fare tutte le sparate che vuole ma non di bloccare l’immigrazione, utile più del pane.

Tanto è vero che nei salotti buoni del Texas, tra un whisky e l’altro, gira da tempo questa battuta: “se Trump vuole chiudere la frontiera del Messico con un muro la tenga almeno aperta per fare entrare gli immigrati necessari a costruirlo”. Quello che non sappiamo è se a Donald siano o meno fischiate le orecchie.