Sono in continuo aumento gli studenti tedeschi che decidono di studiare all’estero. Per la maggior parte dei giovani d’Oltrereno, infatti, andare fuori i confini nazionali per almeno un anno è una tappa fondamentale della propria carriera accademica. Con l’obiettivo non solo di imparare una nuova lingua, ma anche di confrontarsi con culture diverse e migliorare il proprio curriculum.
Un fenomeno che trova riscontro negli ultimi dati pubblicati dal Ministero tedesco per l’Educazione e la Ricerca, in collaborazione con l’Higher Education Information System (HIS) e il German National Association for Student Affairs (DSW). Fra il 2000 ed il 2008 infatti, il numero di studenti che hanno passato un periodo di studio lontano dalla Germania è quasi raddoppiato, passando da 52,200 a 102,000. Al punto che in questa speciale classifica la Germania occupa il quarto posto a livello mondiale. Solamente la Cina, l’India e la Corea del Sud hanno fatto meglio.
Un trend giustificato, almeno in parte, dagli ingenti investimenti del governo federale nel settore scolastico. Basti pensare, ad esempio, che gli studenti che hanno ricevuto aiuti economici dal German Accademic Exchange Service (DAAD) sono aumentati fino ad arrivare a quota 25.264. Una soglia che, secondo le ultime stime, è destinata ad essere superata nel prossimo futuro. Il ministero dell’istruzione, inoltre, uno dei pochi risparmiati dai feroci tagli messi in atto dal governo tedesco, ha annunciato che nell’ultimo anno il bilancio è aumentato di circa il 7,2%, arrivando a circa € 11.6 miliardi.
Tuttavia, osservando i dati con più attenzione, si nota che il periodo di studi all’estero è direttamente proporzionale al reddito familiare dell’interessato. Tant’è che i giovani che provengono dalle classi più agiate sono il doppio rispetto a quelli che invece hanno alle spalle famiglie meno abbienti. Il presidente DSW, Rolf Dobischat a questo proposito ha dichiarato: “Nel nostro sistema scolastico persistono evidenti disuguaglianze sociali“.
Secondo lo studio sopracitato, circa tre quarti degli studenti che varcano i confini nazionali sono sostenuti dai genitori e più della metà ha lavorato prima o durante il loro soggiorno all’estero. In ogni caso, il 60% riceve una borsa di studio e il 30% ha diritto alle prestazioni per studenti specializzati (BafoG).
La ricerca mostra, inoltre, che il 15% degli alunni completa i propri studi accademici all’estero. La Francia, il Regno Unito, la Spagna e gli Stati Uniti sono le destinazioni più ambite. Le studentesse in particolare viaggiano molto di più dei loro colleghi maschi, e si registra che queste esperienze riguardano più gli studenti universitari che quelli degli istituti superiori.
Lo studio, infine, non tralascia l’altra faccia della medaglia: gli studenti stranieri che studiano nelle università tedesche. Il cui numero è significativamente aumentato fra il 1997 e il 2008 fino ad arrivare ai 245,000 del 2010. Al punto che la Germania si colloca al terzo posto di questa classifica, dopo Stati Uniti e Regno Unito. Secondo il Ministero dell’Istruzione tedesco, Annette Schava, i giovani stranieri sono importantissimi per uno stato che vive di export come la Germania. Visto che “i ragazzi che tornano a casa dopo aver studiato in Germania spesso mantengono legami molto forti con il nostro paese“. Le statistiche indicano che la maggior parte di loro proviene dalla Cina, seguita da Russia, Polonia, Bulgaria e Turchia.





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