Starbucks punisce una dislessica e finisce nei guai

di Annalisa Lista - 15.02.2016
Starbucks punisce una dislessica e finisce nei guai
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Meseret Kumulchew, dislessica impiegata di Starbucks, ha vinto la sua battaglia legale contro il colosso del caffè. Tutto era nato dal fatto che per i vertici dell’azienda la dipendente, incaricata di annotare quotidianamente le temperature dei frigoriferi del punto vendita di Londra, “compilava appositamente male” i report di sua competenza. Con l’intento di falsificare alcuni documenti. Sulla base di questa convinzione aveva “demansionato” e ridotto lo stipendio della signora Kumulchew. Che però non si è arresa. Forte del fatto che il boss era al corrente della sua dislessia che, com’è noto, induce chi ne soffre a fare errori di scrittura. Una logica che non è sfuggita ai giudici inglesi che hanno condannato il gigante del frappucino a un lauto risarcimento e alla riqualificazione professionale dell’impiegata per gravi danni morali e discriminazione sul luogo di lavoro. 

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