Solo il buon senso è laico

La laicità prima di tutto. Il Ministro dell’Interno francese, Claude Guéant, ha emanato due circolari destinate ai responsabili delle Prefetture in cui si ribadisce che  “il servizio pubblico non può adeguarsi alle svariate esigenze, fondate su motivi religiosi, di tutti i cittadini. Fermo restando che bisogna sempre tener conto delle convinzioni (religiose) degli utenti”.  Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte. I due documenti, infatti, da un lato invitano alla neutralità, dall’altro lasciano, ad esempio, ai singoli istituti scolastici la libertà di decidere se introdurre o meno un menu multi-etnico. Nel caso di domande particolari gli interessati sono invitati a trovare soluzioni individuali. Lo stesso vale in ambito ospedaliero: rispetto del credo dei pazienti, ma fino a un certo punto. Visto che chiunque, in nome delle propria fede, ostacola o rallenta il funzionamento del sistema sanitario nazionale è vivamente invitato a rivolgersi alle cliniche private. Un fenomeno che riguarda in particolare le donne di fede musulmana che, pur in casi di emergenza, rifiutano la visita di un ginecologo uomo.