Sostenere che il precariato rappresenta il primo e più grave problema che impedisce ai giovani italiani di entrare nel mondo del lavoro è un’affermazione infondata. I numeri parlano chiaro. In base agli ultimi dati resi noti dall’Isfol, infatti, degli occupati under 30 ben il 54% risulta lavorare con un contratto a tempo indeterminato e solo il 25% con quello atipico. Inoltre è interessante rilevare che proprio questi ultimi hanno più possibilità di compiere un salto verso la stabilizzazione rispetto ai tanti senza lavoro. Un’occupazione precaria, dunque, non è un destino eterno, ma molto più concretamente un trampolino per molti giovani verso la stabilità. Soprattutto se in possesso di elevate qualifiche e specializzazioni. Tanto è vero che nel triennio 2008-2010 i laureati hanno registrato le migliori performance di trasformazione del lavoro da atipico a standard. Una verità che non trasforma di colpo il mercato del lavoro italiano in una sorta di Eldorado. Specie perchè la pesante, attuale crisi economica colpisce tutti, non solo gli atipici che, per inciso, risultano in calo di mezzo milione.





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