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Falso allarme

A differenza di quanto spesso denunciato, l’uso  dei giovani delle cosiddette “smart drugs”, farmaci che permetterebbero di aumentare le capacità cognitive, è assai limitato. Almeno in Germania. Come confermano le risultanze di una recente ricerca dell’Hochshul-Informatios-System. Se è vero, infatti,  che un grande numero degli studenti intervistati ha ammesso di conoscere o di aver sentito parlare di sostanze come  Aricept, Ritalin e Modafinil, è ancor più vero che sono in maggioranza coloro che hanno dichiarato di non averne mai fatto uso (88%), contro il  5% dei consumatori abituali. Una cattiva abitudine, dunque, che se esiste riguarda pochi visto che solo 1 su 3 ha affermato di conoscere un amico che si è avvalso di questo tipo di  “aiutini” per resistere alle lunghe nottate sui libri, e solo un esiguo 12% ha ammesso di essersi dopato almeno una volta durante il cursus studiorum. Lo scarso appeal di questo tipo di eccitanti ha come ragione sostanziale quella confessata dagli stessi “addicted” che, sbagliando, sperano in questo modo di arginare il nervosismo, la tensione e l’ansia da esame.