Più soldi alle reclute. Per rendere più attraente il servizio militare volontario, entrato in vigore lo scorso luglio, il governo Merkel punta ad aggiungere alla paga dei soldati anche il cosiddetto “Kindersgeld”. L’assegno mensile che lo stato tedesco assicura ai giovani sotto i 18 anni di età. La decisione non è ancora definitiva, ma una prima conferma sul disegno di legge è arrivata da un portavoce del Ministero della difesa. Ma qual è il vero nodo della questione?
In effetti, nel 2011 gli arruolamenti non sono mancati: oltre 8mila giovani sono entrati a far parte delle rinnovate forze armate tedesche, un numero ben più alto delle attese. Il vero problema è un altro: l’alto tasso di abbandono. Il periodo di leva volontaria può durare da sette a 23 mesi, ma entro sei mesi dall’inizio le reclute possono interrompere il servizio; finora, circa un quarto dei neo-soldati ha fatto valere questo diritto, e la “Bundeswehr” si ritrova con poco più di 6mila nuovi effettivi.
“ Il tasso di abbandono è più alto di quanto ci aspettassimo”, ha commentato il ministro della difesa, il cristiano-democratico Thomas de Maizière; “è comunque troppo presto per fare un bilancio”, ha concluso.
D’altra parte, il nuovo servizio civile (entrato in vigore insieme all’esercito volontario) ha registrato il tutto esaurito. Tutte le posizioni offerte sono state assegnate, per un totale di 35mila volontari; e molti candidati sono rimasti esclusi. La Croce Rossa ha chiuso le candidature, la Caritas ha fatto segnare un vero boom, con oltre 1.500 volontari; le richieste sono state superiori alle offerte anche per quanto riguarda il “Freiwillige Soziale Jahr” (anno di volontariato sociale); si tratta di una possibilità che hanno i neo-diplomati, i quali – fra il conseguimento della maturità e l’inizio della formazione universitaria – possono spendere un anno nel lavoro sociale. Insomma, per i giovani tedeschi l’engagement civile ha molto più fascino della vecchia – o nuova – divisa. E non è certo una questione di soldi.
Un volontario del servizio civile, infatti, percepisce una “borsa lavoro” sui 330 euro mensili; in alcuni casi, vengono forniti anche vitto e alloggio. Un soldato, invece, oltre al vitto e all’alloggio, può guadagnare fino a 1.150 euro al mese. A cui andrebbero aggiunti i 184 euro del “Kindergeld”, qualora andasse in porto il progetto del governo. “Un atto dovuto”, afferma la coalizione di maggioranza, visto che i volontari civili già ora possono contare sull’assegno mensile per i minorenni. Ma non è detto che tutto ciò invogli i giovani a imbracciare le armi: un’esperienza nel servizio civile, oltre a essere più breve e a offrire l’occasione di una crescita personale, rappresenta anche un buon biglietto da visita per il futuro ingresso nel mondo del lavoro. Quel “quid” in più che può essere fondamentale in un buon curriculum.





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