Sarkozy ricordati di Pétain

E’ legittimo revocare la cittadinanza ai francesi di origine straniera colpevoli di reati contro i funzionari pubblici? E’ questo l’aspetto più controverso e dibattuto della nuova ricetta di Nicolas Sarkozy  per garantire una maggiore sicurezza nelle città d’Oltralpe.

Al netto delle prevedibili contrapposizioni sul tema, rimane da capire se la legislazione vigente prevede tale possibilità. L’art.15 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo prevede che “tutti gli individui hanno diritto alla cittadinanza” e “nessun cittadino può esserne privato in modo arbitrario”. Un dettato che, secondo un’interpretazione unanimemente condivisa dai giuristi francesi, implica l’impossibilità di revocare lo status civitatis a tutti i cittadini nati nell’Esagono. La revoca, invece, è possibile solo per chi ha acquisito la cittadinanza per naturalizzazione/matrimonio e soltanto nei casi previsti dall’arti.25 del codice civile:

- condanna per oltraggio ai principi fondamentali della Repubblica;

- condanna per oltraggio alla pubblica amministrazione;

- condanna per inadempienza degli obblighi previsti dal codice del servizio nazionale;

- condanna in uno stato straniero per una fattispecie considerata criminosa anche in Francia, sempre che la pena prevista sia   superiore ai cinque anni di carcere;

- se in ossequio agli interessi di uno stato straniero il cittadino ha assunto comportamenti pregiudizievoli per lo stato francese.

Per far seguito alla proposta di Monsieur le President, dunque, occorrerebbe modificare l’art.25 del codice civile e alcuni capitoli del codice penale. Il che implica un iter legislativo tutt’altro che semplice e, soprattutto, il successivo via libera dei Saggi del Consiglio Costituzionale. L’eventuale legge, infatti, potrebbe presentare evidenti profili di incostituzionalità. Visto che il diritto alla nazionalità e il rifiuto di ogni distinzione tra chi l’ha ottenuta sono due principi giuridici considerati inviolabili nel paese. Così, infatti, recita l’art.1 della Costituzione: La Repubblica e i popoli dei territori d’oltremare che, per un atto di libera determinazione, approvano la presente Costituzione formano una Comunità. La Comunità è fondata sull’eguaglianza e la solidarietà dei popoli che la compongono.

Da notare, infine, che la proposta di Sarkozy ha un unico precedente nella storia francese che risale alla Seconda Guerra Mondiale. Uno dei primi provvedimenti presi dal regime di Vichy, guidato dal maresciallo Pétain, fu l’abrogazione della legge sulla cittadinanza del 1927 e l’approvazione il 22 luglio 1940 di un nuovo testo normativo. Che, tra le principali novità, ampliava i casi in cui era possibile revocare la cittadinanza ai francesi di origine straniera.