Niente di nuovo sotto il sole: la Francia ha uno dei più elevati tassi di disoccupazione giovanile d’Europa. I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INSEE), aggiornati al secondo semestre del 2010, parlano chiaro, più del 23% dei giovani tra i 15 ed i 24 anni non riesce a trovare lavoro. Una fenomeno che il governo non sembra in grado di fronteggiare. Visto che persino il reddito minimo per i giovani (RSA), istituito appena cinque mesi fa, è già fallito. I beneficiari sono soltanto 5 mila contro l’obiettivo iniziale di 160 mila.
Dati che però non devono stupire. Le condizioni per usufruire della RSA sono fin troppo rigide. Per ottenere il reddito minimo, infatti, i candidati, oltre ad essere lavoratori subordinati, devono aver lavorato a tempo pieno per almeno due anni negli ultimi tre. Quanto basta per escludere automaticamente ben 150 mila giovani poco qualificati. Ai quali bisogna aggiungere anche gli studenti universitari, in quanto risulta difficile studiare e contemporaneamente lavorare a tempo pieno. Senza contare che i criteri di ammissibilità alla RSA giovani sono di gran lunga più rigidi e selettivi di quelli previsti per il reddito minimo a favore degli over 65. Eppure, Martin Hirsch, ex Alto Commissario alla gioventù e alla lotta contro la povertà, nel settembre del 2009 annunciando l’introduzione della RSA giovani aveva promesso criteri di ammissibilità elastici. Peccato che il suo Gabinetto è stato soppresso sei mesi più tardi.
Dal canto suo Nicolas Sarkozy in vista delle elezioni presidenziali del 2012 dovrebbe preoccuparsi della disoccupazione giovanile. Ma dopo l’ultimo insignificante rimpasto del suo Governo, il Presidente, fra i suoi pochi impegni, ha posto solo formalmente l’accento sulla questione. Chi può credere che il problema sarà risolto in così poco tempo?
Negli ultimi 30 anni nessuna manovra volta a migliorare l’occupazione giovanile ha avuto successo. Quando, nel 2006, l’allora Primo Ministro Dominique de Villepin, propose una legge che avrebbe introdotto contratti flessibili per i giovani impiegati – rendendo così più facile la loro assunzione – migliaia di studenti universitari portarono avanti manifestazioni di protesta per più di due mesi. Così il provvedimento fu subito ritirato.
Tuttavia, i dati dell’INSEE parlano chiaro: nel luglio del 2010, 109.000 giovani sotto i 25 anni cercavano lavoro da più di un anno. Un aumento del 72% in soli due anni.





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