In Francia il 25% dei condannati per reati di tipo sessuale è recidivo. Un fenomeno allarmante sul quale le autorità d’Oltralpe hanno deciso di indagare puntando il dito nei confronti degli operatori sanitari che per legge hanno il compito di seguire gli ex-detenuti dal momento in cui lasciano il carcere visto che il 50% non si attiene alle raccomandazioni dell’Autorità Superiore di Sanità. Le quali in questi delicatissimi casi segnalano che non basta limitarsi a sorvegliare il comportamento degli ex-condannati, ma occorre impegnarsi a fare tutto il possibile per evitare che si macchino nuovamente di un crimine così grave fino a utilizzare se necessario farmaci in grado di inibire le loro pulsioni sessuale e nei casi più estremi procedere con la castrazione chimica. Soluzioni che però non sono condivise da molti clinici sulla base di argomentazioni che gli gli esperti dell’Istituto per la Giustizia considerano espressione di ignoranza e negligenza.





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