Protezione senza frontiere

“Un importante passo verso la creazione di un vero spazio comune di giustizia che protegga sopratutto le donne quando viaggiano in Europa”. Così è stata commentata la direttiva sull’ordine di protezione europeo (OPE) dopo la sua definitiva approvazione. Il nuovo strumento legislativo impone che le decisioni prese a favore della tutela delle vittime di violenza di genere, molestie, sequestro, stalking o tentato omicidio emesse da uno stato membro dell’Ue siano applicabili anche negli altri, senza frontiere. Misure ad hoc esistono già in tutti i paesi. Ma fino ad ora cessavano di avere effetto se la parte lesa abbandonava la madrepatria. Da oggi, invece, se ad esempio, ad un cittadino tedesco è stato proibito di frequentare i luoghi dove vive o lavora la vittima, l’autorità nazionale che adotta tale misura deve informare la persona protetta della possibilità di chiedere un OPE qualora decidesse di trasferirsi in un altro paese Ue, in modo tale da essere tutelata allo stesso modo. Gli stati hanno ora tre anni di tempo per recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali.