Tabù americano

Negli Stati Uniti sono in corso le primarie per la scelta del candidato repubblicano che sfiderà Barack Obama alle prossime elezioni presidenziali di novembre.
Per il Grand Old Party, la lotta contro lo Stato sociale è uno dei tradizionali cavalli di battaglia. Il Welfare State è per molti elettori del partito il simbolo dell’invasione statale, la negazione dell’American Way of Life e del mito del Self Made Man.
L’attuale sistema di protezione sociale made in USA si basa su alcuni pilastri ereditati dalla stagione dei diritti civili degli anni sessanta: i programmi “Medicare”, pensato soprattutto per le persone anziane e “Medicaid”, per il sostegno ai bassi redditi. Il sistema inoltre ha visto la recente riforma sanitaria voluta dall’attuale Presidente conosciuta come “Obamacare”.
Ma chi parla di più di welfare tra i principali candidati? Che importanza danno alla sua critica?Come si differenziano le loro posizioni? Abbiamo cercato di capirlo attraverso l’analisi dei loro siti web ufficiali. Abbiamo quindi visto quanto le quattro parole chiave “Welfare”, “Medicare”, “Medicaid” e “Obamacare” venissero utilizzate all’interno dei siti. Il risultato è il seguente :

Siamo poi entrati nel merito delle proposte.
Ron Paul, libertario e radicale, rifiuta l’idea che il parlamento possa condurre l’economia e le vite dei cittadini. Per lui è quindi necessario tagliare drasticamente la spesa pubblica studiando una graduale uscita dal Welfare State.
Rick Santorum, che si caratterizza per una forte motivazione religiosa, propone un congelamento del finanziamento dei programmi sociali per cinque anni. Per lui, il sistema sanitario deve fondarsi sul mercato, l’unico in grado di garantire il controllo dei costi, la qualità e la creazione di posti di lavoro.
Newt Gingrich non nega l’importanza della sicurezza sociale e di un suo rafforzamento ma questo deve avvenire aumentando la possibilità dei cittadini di investire in assicurazioni private e gestendo i programmi sociali a livello locale rifiutando quello che lui chiama “l’Impero del Welfare” ovvero il controllo centrale dei programmi sanitari e sociali.
Infine, Mitt Romney, il favorito, in un’intervista al canale Fox News, ha spiegato l’intenzione di distribuire agli Stati le risorse del programma Medicaid, perché li ritiene più in grado di “prendersi cura dei propri poveri” e, soprattutto, di prevenire abusi e frodi. Contemporaneamente però ha confermato un taglio alle spese sociali e sanitarie superiore agli 800 miliardi di dollari. “Non penso che i poveri ne saranno danneggiati”, ha dichiarato.