Saint-Julien-sur-Suran, cittadina francese ai più sconosciuta, è di recente salita agli onori della cronaca per essere stata scelta dal Ministro della giustizia d’Oltralpe come sede della prima prigione gestita da privati. E’ vero che in base ad accordi già in essere, molte aziende operano all’interno del sistema carcerario svolgendo attività lucrative come servizi di ristorazione, lavanderia, vendita di prodotti in speciali locali etc. Ma la vera novità è che la gestione di questo nuovo penitenziario sarà, al netto di un sovvenzionamento pubblico, totalmente privatizzata. Oltre a celle senza sbarre alle finestre, il suo progetto prevede la costruzione di un piccolo centro commerciale accessibile a tutti e in cui potranno venire impiegati anche dei detenuti. Difficile capire quale e quanta sarà la libertà concessa al business rispetto ai doverosi, necessari controlli spettanti all’amministrazione statale. Una cosa però è certa: il progetto ha spaccato in due l’opinione pubblica francese. Da un lato chi intuisce prospettive di miglioramento di un sistema carcerario non solo disumano e violento ma, anche, molto costoso per l’erario. Dall’altro quelli, e non sono pochi, che di fronte ad un mercato sempre più aggressivo e famelico, sono contrari ad affidare il settore tanto delicato della giustizia alla pura e semplice logica d’impresa.





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