Pirati all’arrembaggio di Berlino. Il partito del file sharing è stata la dirompente novità delle elezioni comunali nella capitale tedesca. È volato all’8.9%, catalizzando un voto trasversale di protesta dei delusi dalla Linke e dai liberali (ma anche dai poco incisivi Verdi), e ha spedito in parlamento 15 deputati. Che si ritroveranno all’opposizione, visto che il sindaco SPD Klaus Wowereit sembra ormai essersi deciso per un’alleanza con i cristiano-democratici, riproponendo quella Große Koalition che ha governato la Germania fino a due anni fa.
Ma chi sono i Pirati? Il “malware” potrebbe propagarsi da Berlino a tutta la Germania, sconvolgendo gli equilibri politici del paese? Fondato nel gennaio 2006 in Svezia (dove ha centrato il 7.1% alle ultime europee) e in Germania a settembre dello stesso anno, il P-Partei tedesco ha raccolto moltissime adesioni fra i giovani elettori; il capofila della flottiglia berlinese, Andreas Baum, è un ingegnere elettronico di 33 anni, che alla sua prima ufficiale in Comune si è mostrato assai spigliato. Jeans e t-shirt, ha spiegato in breve il programma del partito: trasporti pubblici gratuiti, free Wlan in tutta Berlino, “educazione alle droghe” nelle scuole (non certo per invogliare i giovani a drogarsi, ma per metterli in condizione di conoscere i rischi che possono correre) e – in generale – più democrazia diretta e maggiore trasparenza in politica.
Insomma, nella politica come nella società, i Pirati vogliono portare quella libertà e quell’immediatezza che caratterizzano internet. Due qualità sovranazionali: il web, infatti, ha permesso ai cittadini islandesi di riscrivere in prima persona una nuova costituzione, dopo il collasso dell’economia del loro paese: le sedute dell’assemblea costituente sono state trasmesse in diretta in streamig online, e chiunque ha avuto la possibilità di intervenire.
Il mondo della rete e i suoi riflessi sociali sono entrati di diritto anche nell’agenda politica del governo Merkel. È di pochi giorni fa la notizia che Berlino finanzierà un programma dell’Accademia tedesca delle scienze, chiamato “Internet privacy”. Il team di ricercatori prenderà in considerazione soprattutto la dimensione sociale del web, allo scopo di creare una vera e propria cultura della fiducia. Potrebbe essere questo il programma “antivirus” che troncherà sul nascere la presa del Piratenpartei sull’elettorato tedesco? Si direbbe proprio di no: da un sondaggio FORSA di questa settimana, il P-P sarebbe in piena ascesa, toccando il 10% a livello nazionale.
I detrattori dei Pirati e gli scettici, invece, ritengono il loro programma ancora poco definito, e hanno attaccato anche la scarsissima presenza di donne in lista; una sola, in realtà: Susanne Graf, classe 1992. Proprio così: fra i quindici che hanno piazzato il loro vessillo su Alexanderplatz ci sono due over-40, numerosi under 30 e anche una 19enne. Li andremo a conoscere meglio nelle prossime settimane.





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