Per sapere chi sono e cosa vogliono i “pirati”, che alle ultime elezioni comunali di Berlino hanno riscosso un imprevisto successo elettorale, West ha intervistato Oliver Hofinghoff. Delegato alle politiche sociali di questo nuovo movimento che rischia di sconvolgere il panorama politico tedesco. “Per prima cosa, c’è bisogno di maggiore trasparenza in politica e di un tipo di democrazia più partecipativa. Inoltre, siamo contro le privatizzazioni se queste sono fatte senza chiamare in causa i cittadini”. Sono queste, in estrema sintesi, le priorità del Piratenpartei.
I Pirati sono di destra o di sinistra?
“È difficile fare una distinzione così netta. Di certo, siamo molto più a sinistra che a destra, sicuramente progressisti, quindi anche contro i conservatori di sinistra. Ma i nostri scopi, la trasparenza in politica e la maggiore partecipazione dei cittadini alla vita democratica del paese, sono più alti e importanti di ogni separazione di campo”.
Cosa intendete per trasparenza in politica e come pensate di attuarla?
“Ci sono due possibilità: la prima è quella di avere una sorta di “sommario”, di presentazione pubblica di quello che succede in parlamento, che tenga aggiornati gli elettori quotidianamente. Dall’altra parte – ed è un’idea già lanciata anni fa dal CCC (Chaos Computer Club, Ndr) – si dovrebbe creare un database pubblico, con tutte le informazioni su partiti, politici e procedimenti decisionali, di modo che i cittadini possano controllare meglio il processo democratico”.
Quali sono le politiche sociali che vorreste mettere in pratica?
“Questo è un altro punto fondamentale del nostro programma: pensiamo che i sussidi statali non debbano avere condizioni o scadenza di qualche tipo, ma semplicemente garantire la sopravvivenza a chi non ce la può fare da solo. Esistono diversi modelli di welfare state di questo tipo, attualmente stiamo lavorando per mettere a punto il nostro”.
Sono passati quasi dieci giorni dalle manifestazioni e le proteste in molte città d’Europa: in Germania, le dimostrazioni più eclatanti sono stati i sit-in di protesta di fronte alla Banca Centrale Europea a Francoforte, e quelli a Berlino davanti al Reichstag. Cosa ne pensano i Pirati di questo movimento?
“Siamo piuttosto scettici. Pur essendo d’accordo sulle ragioni di fondo (non dovrebbe certo essere la gente comune a pagare per le banche), ci sembra interessante notare come gli scopi e le domande poste da questo occupy-bewegung (movimento per l’occupazione, è il nome che ha preso in Germania, Ndr) siano gli stessi posti dai movimenti di sinistra del passato, dai comunisti alla sinistra utopista; insomma, niente di nuovo”.





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