Le scelte di vita di uomini e donne dipendono dai modelli culturali di riferimento. Una teoria che vale anche per uno stato occidentale e avanzato come la Germania. Le donne che fanno volontariato, per esempio, sono meno numerose degli uomini, e soprattutto accettano con meno entusiasmo posizioni di responsabilità. L’influenza dei “role models” continua a riflettersi poi anche nei classici campi dell’istruzione e del lavoro. Rispetto ai coetanei maschi, ad esempio, molte più ragazze tedesche – specialmente con un background migratorio – abbandonano gli studi dopo il diploma, pur avendo i requisiti per iscriversi all’università. Allo stesso modo, permangono forti discrepanze nei salari e nelle possibilità di carriera. A causa anche della diffusione fra il sesso debole dei cosiddetti “mini-jobs”: impieghi part-time che, lasciando alle madri più tempo da passare a casa, le privano al tempo stesso di qualsiasi chance di progresso lavorativo. Insomma, gli stereotipi sociali alimentano un’ineguaglianza di fatto, e Berlino si interroga su come garantire vere pari opportunità. È il risultato di una ricerca condotta da un team di esperti d’Oltrereno su incarico del Ministero della famiglia.





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