Omosessuali, l’incertezza dell’asilo

Si stima che nell’Unione Europea siano circa 10mila le richieste di asilo da parte di persone appartenenti alla comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali). Costrette a fuggire dalla madrepatria perché perseguitate a causa del proprio orientamento sessuale. Da notare che si tratta di previsioni basate esclusivamente sui dati messi a disposizione dal Belgio, dalla Norvegia, dall’Olanda e dalla Svezia. Per la semplice ragione che sono le uniche 4 nazioni UE a disporre di statistiche dettagliate a riguardo. Il che dimostra come anche su questo delicatissimo tema il Vecchio Continente sia spaccato in due. Tra chi riconosce nel proprio ordinamento questa speciale categoria di discriminazioni come ragione sufficiente per concedere la protezione internazionale e chi no. Una vera e propria anomalia aggravata dall’assenza di una precisa legislazione comunitaria a riguardo. A conti fatti, dunque, la sorte di chi viene perseguitato per le proprie scelte sessuali dipende dalla libera interpretazione dei singoli stati. Con tutte le conseguenze del caso. Visto che  l’esame delle domande si basa spesso su stereotipi che portano ad esempio a respingere le lesbiche che non hanno atteggiamenti maschili o chi si dichiara gay ma é stato sposato o ha figli.