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Rapporto
Non tutto si cura con l’immigrazione

In Belgio la caccia ai camici bianchi stranieri sta diventando un vero e proprio business. Per cercare di far fronte alle carenze del personale sanitario, infatti, molte agenzie di collocamento hanno ingaggiato una vera e propria gara per reclutare medici e infermieri dall’estero. In particolare dalla Polonia, la Romania, le Filippine e il Libano. Una novità che nel Regno di Alberto II, seppur non ancora ai livelli di altre nazioni europee come ad esempio la Gran Bretagna, sta crescendo a velocità sostenuta. La verità, però, è che quella che viene considerata una soluzione potrebbe trasformarsi in un problema. Oltre alle barriere linguistiche, alle differenze culturali e religiose, la vera criticità è rappresentata dal riconoscimento dei titoli di studio conseguiti dagli immigrati nei loro paesi d’origine. Tanto è vero che, solo il 5% dei dottori e l’1% degli infermieri stranieri, che operano attualmente negli ospedali e nelle cliniche di Bruxelles e dintorni, al momento dell’assunzione risultavano già in possesso della laurea ottenuta prima del loro arrivo.