Nel privato sono più produttivi senza l’obbligo del cartellino

di Beatrice Credi - 04.03.2016

Cosa rende un impiegato produttivo, motivato e soddisfatto? La libertà. Soprattutto di orari. Così almeno sembra secondo un maxi studio condotto su più di 12mila lavoratori dipendenti di 17 paesi. Prendendo in esame diversi parametri quali l’organizzazione e la gestione delle comunicazioni, l’attrezzatura disponibile, il grado di autonomia nelle scelte e nell’orario, gli scienziati sono arrivati a un’unica conclusione: il dipendente perfetto è quello con meno vincoli. Che può lavorare da casa o in openspace, che si avvale delle nuove tecnologie per farlo e che ha piena flessibilità e libertà nell’organizzazione dell’attività. Se servisse una controprova, questa arriva dai cugini d’Oltralpe. I francesi, infatti, rispetto alla media mondiale usano meno i dispositivi mobili (telefono, tablet, laptop) e sono meno propensi al telelavoro. Questa forte rigidità li fa scivolare, non a caso, all’ultimo posto nella classifica dei dipendenti efficienti, identificandoli come i più stressati e con gravi difficoltà di concentrazione. Vale la pena segnalare che l’Oscar dell’efficacia dietro la scrivania viene vinto da indiani e messicani. Che i paesi emergenti abbiano scoperto la chiave del successo?