In Polonia è letteralmente esplosa la milk bar mania. Un fenomeno che conferma come sia possibile trasformare i cimeli dell’eredità comunista in veri e propri luoghi cult. Si tratta di piccoli ristoranti statali, nati nel 1960 per offrire pranzi low cost agli operai, che devono il loro nome al fatto che i pasti serviti siano notoriamente a base di latticini e verdure visto che durante il regime la carne era un bene raro e prezioso. Ciò che più conta è che queste trattorie d’antan sono sopravvissute alla caduta del Muro di Berlino e oggi spopolano nella maggior parte delle città del Paese dell’Est. Il segreto? Con meno di €3 è possibile fare un inedito e imperdibile viaggio nella cucina polacca tradizionale.
Naturalmente non c’è scelta, l’unico menù è quello del giorno. Di certo però, se avete uno stomaco forte, non rimarrete a bocca d’asciutta: nel “pacchetto”, infatti sono incluse ben tre portate. Senza contare che con qualche centesimo in più potete togliervi lo sfizio di gustare anche il dessert. L’atmosfera è rimasta quella di sempre. Locali ridotti all’essenziale, trascurati se non addirittura malridotti, inservienti sbrigativi e talvolta perfino scortesi.
Per non parlare della compagnia ai tavoli, dove gomito a gomito siedono oggi i nuovi poveri: anziani, e soprattutto i senzatetto ma anche studenti dal budget ridotto. Lo scopo di questo “ristorante”, ancora sussidiato dallo stato, infatti non è altro che quello di riempire la pancia a chi ha pochi spiccioli in tasca.
Tuttavia questa “seconda vita” dei milk bar è dovuta al successo che riscuotono tra i turisti e i giovani radical chic. Che un po’ per curiosità un po’ perché è trendy non resistono al fascino di queste locande. Senza contare che gli stessi cittadini polacchi sono particolarmente affezionati a questo residuo di Welfare Sovietico. Tant’è che nel 2002 il Ministro delle Finanze, dopo aver annunciato di abolire i sussidi statali per queste taverne, fu costretto a fare marcia indietro di fronte alle vivaci proteste della popolazione e dell’opposizione. Che evidentemente non avevano tutti i torti. Visto che il successo dei milk bar ha varcato non solo i confini nazionali, ma anche quelli europei. A New York infatti, grazie agli immigrati di Varsavia, non è difficile trovarne uno.





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